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Ricordi
FIONA
31 gennaio 2007
Quel giorno, quando sono venuta a prenderti eri in una gabbia, ci sei stata 13 anni!!!!!!! Guardavi chi erano quelle persone che ti cercavano.
Ti abbiamo liberata e tu, tutta spaventata non ti fidavi. Ti abbiamo messo in macchina e piangevi. Hai pianto tutto il viaggio. Quando siamo arrivati nella tua nuova casa mi hai guardata incredula. Hai iniziato ad annusare ovunque e mi guardavi…sembrava mi volessi dire. Chi sei? Perché sono qui? Perché mi vuoi dare i biscotti? Quante attenzioni! Dopo pochissimi giorni avevi capito chi ero e che ti volevo bene. Abbiamo iniziato a passeggiare io te e Pacifico. Ogni tanto le tue zampette cedevano, mi guardavi, ti aiutavo e contente riprendevamo la passeggiata. Gli sguardi che ci siamo date in quei momenti sono indimenticabili. Dopo mesi ti sei fidata anche dei biscotti!!!! Ti facevo le punture o ti davo le pastiglie e tu restavi ferma, capivi che ti stavo aiutando. Sei stata adorabile, gelosa e possessiva: io ero tua, solo tua. Mi spiavi sempre quando alla sera tornavo dal lavoro e mi chiamavi. Poi improvvisamente hai iniziato a non mangiare, a lamentarti, i miei succulenti bocconcini con nascoste le pastiglie non ti piacevano piu’. Mi vedevi e ti nascondevi. Le tue zampette non ce la facevano piu’, la tua spina dorsale era distrutta, il dolore era tanto e le cure non ti aiutavano piu’. Ti ho caricato in macchina ascoltando i tuoi lamenti. Ho chiamato Anna per dirle ciò che stava succedendo ed anche lei ha sentito i tuoi lamenti. Ti ho messo sul tavolo per fare le lastre ….che disastro! Ci siamo abbracciate e guardate negli occhi e così ho deciso che non potevo essere egoista, stavi soffrendo troppo ed io quel giorno quando ti ho accolto nella mia vita ti avevo promesso che la sofferenza per te sarebbe diventata un ricordo.Ti ho addormentata per sempre tenendoti con una mano una zampetta e con l’altra accarezzandoti. Te ne sei andata dignitosamente. Grazie Anna per il conforto. Sei sempre presente! Grazie Dott. Roby. Anche tu eri sfinito dopo quella puntura. Sei un veterinario e sei abituato a queste cose. Chissà perché, però tutte le volte i tuoi occhi luccicano. Anche tu come me, ne sono sicura, ieri sera hai pianto per Fiona.
Ci siamo detti che tutto quello che potevamo lo abbiamo fatto. E’ stata amata e rispettata. Ci siamo seduti a bere un caffè con lo sguardo disperato. Abbiamo ricordato Fiona e per alcuni episodi ci ha anche fatto sorridere.
Mi hai accompagnato alla macchina e mi hai detto: sono sicuro che mi arriverà presto una telefonata per venire a conoscere un altro ragazzo. Forza Roby, Fiona ha vissuto bene. Grazie Fiona!
Non ti dimenticherò mai!
Poesia per FIONA
figlio di un cartone abbandonato di fronte
ad una porta sconosciuta,
figlio di un sacchetto scagliato in un corso d’acqua,
figlio della strada,
figlio di una colonia,
figlio di un cortile di paese.
…i miei colori ed il mio aspetto
urlano forte la mia origine:
l’ignoranza di chi mi ha abbandonato…
la faciloneria di chi non ha sterilizzato
la mia mamma…
ma i miei occhi sono fieri e dolci…
ma i miei occhi sono alteri ed affettuosi…
Mi prendo questo spazio in mezzo a voi…
mi prendo una possibilità di riscatto,
mi prendo la speranza di un futuro…
in questo modo chi si occupa di me può farlo
con dignità ed orgoglio,
in questo modo chi si occupa di me può farlo
con passione ed allegria,
le sue mani sono amorevoli,
le sue mani sono abili ed esperte,
le sue mani chiedono un soldino ma solo
per nutrirmi e curarmi,
le sue mani chiedono l’aiuto di tutti
ma non conoscono nessun guadagno.
Vi ringrazio…e CON TUTTO IL CUORE…
ma non per la vostra pietà…
vi ringrazio perché qui posso chiedere anch’io:
una casa dove dimenticare il mio passato,
un tappeto su cui giocare,
una ciotola a cui affezionarmi,
una mano da cercare,
il battito di un cuore su cui addormentarmi.
(Autore ignoto)